INDICE
1.01 - Concetti base di database 1.02 - Le entità 1.03 - Le relazioni 1.04 - Dal modello al database 1.05 - Chiavi primarie 1.06 - Chiavi esterne 1.07 - Il primo avvio di Access 1.08 - Creare una tabella 1.09 - Vincoli sui campi 1.10 - Gli indici 1.11 - Operazioni sui dati: ORDINAMENTO 1.12 - Operazioni sui dati: FILTRI 1.13 - Creare una query 1.14 - Modificare le query 1.15 - Cenni sul linguaggio SQL 1.16 - Creare una maschera 1.17 - Personalizzare le maschere 1.18 - Aggiunta di componenti alle maschere 1.19 - Aggiungere una casella combinata 1.20 - Creare un report 1.21 - Personalizzazione del report 1.22 - Creare una macro 2.01 - Allegare file ed elementi grafici ai record nel database (2007-2016) 2.02 - Introduzione agli allegati 2.03 - Aggiungere un campo degli allegati a una tabella 2.04 - Allegare file direttamente alle tabelle 2.05 - Utilizzare gli allegati con maschere e report 2.06 - Salvare i file allegati in posizioni diverse 2.07 - Rimuovere i file allegati 2.08 - Utilizzare gli allegati senza mouse o altri dispositivi di puntamento 2.09 - Informazioni di riferimento sugli allegati 9.01 - Differenze tra i formati di file ACCDB e MDB 9.99 - Libri
Access VBA reference Microsoft Access with VBA Autorizzazioni utenti e gruppi database accdb Forum Microsoft Access (iprogrammatori.it) Forum Microsoft Access (ialweb.it) Forum accessforums.net Forum masterdrive.it Office 2019 buy Incoerenza 1
Ritorna all'indice 1 - Concetti base di database Il database può essere considerato un contenitore di informazioni raggruppate secondo un criterio specifico la completa gestione. Nelle biblioteche, prima dell'era informatica, per cercare un libro si utilizzava lo schedario; se si conosceva il nome dell’autore si poteva usufruire delle schede che suddividevano i nomi degli autori in ordine alfabetico. Una volta trovato il libro bastava appuntare su un foglio il codice della collocazione. La stessa cosa valeva per l’argomento: se si volevano trovare testi che parlassero ad esempio di informatica, si cercava la parola "informatica"” nell’apposito schedario. I problemi arrivavano quando non si aveva un’idea precisa del tema del libro o si ricordava solo una parte del nome dell’autore. Oggi grazie al computer si eseguono tutte le ricerche possibili in modo facile e veloce anche se non si ricordano bene il titolo o l’autore. Questo è possibile grazie ai sistemi di gestione di basi di dati (DBMS), che ci permettono di manipolare le informazioni in modo rapido e sicuro. Un DBMS (o database) quindi non solo ospita le informazioni (le schede dei vecchi archivi cartacei) ma anche tutta la logica necessaria per la loro gestione. Di seguito ci confronteremo con Microsoft Access, un database semplice ma molto utile per piccole applicazioni, capace di accontentare tanto il principiante, quanto l’analista esperto. Chi è alle prime armi è in grado di essere produttivo in poco tempo e di avere un’idea visuale della progettazione gestionale, grazie all’inter- faccia grafica. Il programmatore esperto invece, può dedicarsi alla soluzione di problematiche complesse utilizzando i moduli in Visual Basic (VBA) e il linguaggio SQL. Lo scopo della guida è fornire una panoramica pressoché completa delle funzionalità del software, che consentirà, a chi chi parte da zero, di sviluppare piccoli ma interessanti e realistici progetti e fornirà, a chi mastica un po’ di programmazione, la possibilità di approfondire la propria conoscenza.
Ritorna all'indice 2 - Le entità La progettazione di un data base richiede la conoscenza di alcune nozioni di base sul concetto di modello entità/relazione, che è alla base dei database cosiddetti "relazionali". Le entità sono gli oggetti principali del database. Un’entità rappresenta un gruppo omogeneo d’informazioni. Supponiamo di voler progettare un database per una biblioteca, possiamo individuare come entità il libro, che è l’oggetto preponderante. Ma la biblioteca non è solo un magazzino di libri, nel modello dobbiamo inserire il concetto di biblioteca come "servizio" ed aggiungere l’entità "utente". Tornando al libro, riflettiamo sul fatto che il libro è scritto da uno o più autori, è pubblicato da una casa editrice e appartiene ad un genere; quindi sono nate altre entità autore, casa editrice e genere. Frequentando una biblioteca o chiacchierando con qualcuno che ci lavora sicuramente ci accorgiamo che di entità ce ne sono molte di più, ma per acquisire familiarità con le basi di dati, possiamo accontentarci di un modello di biblioteca in miniatura. Vediamo ora in cosa consiste un’entità; partendo dall’esempio del libro: per descrivere un libro abbiamo bisogno di un titolo, di un autore, di un genere, di una casa editrice, di una data di pubblicazione, etc. Tutte queste informazioni che costituiscono l’entità libro, si chiamano attributi.
Ritorna all'indice 3 - Le relazioni Le entità non sono oggetti a se stanti ma sono in relazione tra loro. Ad esempio i libri sono legati ai generi; ogni libro appartiene ad un genere ed esistono molti liberi diversi dello stesso genere. Un libro è scritto da uno o più autori ed ogni autore può scrivere più libri. Figura 1. Modello entità/relazione I libri sono presi in prestito dagli utenti; un utente può prendere in prestito uno o più libri e un libro può essere preso in prestito solo da un utente per volta. Modellare un data base può non essere semplice, bisogna scegliere bene quali elementi sono entità, quali attributi e quali relazioni.
Ritorna all'indice 4 - Dal modello al database Dopo aver introdotto il concetto di entità, scendiamo nel dettaglio della realizzazione. Per rappresentare un’entità con Access utilizziamo una tabella. Ogni colonna corrisponde ad un attributo dell’entità, (detto anche campo) e ogni riga della tabella (detta anche record) rappresenta un’istanza dell’entità (un caso particolare) Volendo rappresentare ad esempio l’entità persona, possiamo impostare una tabella che abbia come colonne gli attributi di una persona (nome, cognome, data di nascita, indirizzo). Ogni riga (o record) corrisponde ad una persona particolare. Figura 2. Tabella "persona" Gli attributi (o campi) rappresentano tipi diversi di informazione, ad esempio possiamo avere campi numerici o campi di testo, oppure campi per le date. In gergo informatico questa natura diversa dell’informazione si indica con la parola "tipo". Anche Access lavora con i tipi: il nome dell’autore è di tipo testo (o stringa: sequenza di caratteri alfanumerici), la data è di tipo "data", l’anno di pubblicazione può essere un tipo "numerico intero" e così via. Figura 3. I tipi dei campi della tabella "persona" È importante che i dati siano coerenti con i tipi corrispondenti, ad esempio, se nel campo data di nascita dell’autore inseriamo un numero come 01121980, commettiamo un errore di coerenza. Lo schema della figura è quello che visualizziamo quando chiediamo di visualizzare la struttura della tabella. Nella visualizzazione della struttura possiamo impostare, visualizzare e modificare il tipo degli attributi; ad esempio nel campo nome inseriremo solamente delle stringhe di caratteri pertanto il tipo idoneo è il tipo testo; all’attributo data abbiamo assegnato il tipo data. Approfondiremo i tipi più avanti nella guida.
Ritorna all'indice 5 - Chiavi primarie Se consideriamo un lungo elenco di persone, come l’elenco del telefono ad esempio, risulta plausibile trovare omonimie tra le persone, questo significa che alla coppia di informazioni nome, cognome corrisponde più di un record. Risulta indispensabile allora realizzare un meccanismo che ci permetta di idenitificare in modo univoco i record, anche se hanno tutti i campi uguali tra loro. La soluzione è quella di inserire nella tabella un nuovo campo che funzioni da chiave primaria; è il più importante tra tutti gli attributi e garantisce l’individuazione di un determinato record all’interno di una tabella. Tipicamente si tratta di un numero intero che viene incrementato automaticamente da Access ogni volta che aggiungiamo un record. Non è sempre indispensabile creare un campo a parte; a volte esiste già un campo che è univoco per natura (ad esempio il codice fiscale) oppure si riescono a raggruppare un gruppo di più campi che presi tutti assieme costituiscono un elemento univoco. Ma è molto più frequente, specie nelle piccole applicazioni, che la chiave primaria sia un campo numerico, spesso indicato come campo ID (identificatore). Figura 4. Tabella con chiave primaria L’unicità di questo campo viene inoltre garantita dal fatto che, quando cancelliamo un record, il suo ID non è più riutilizzato. Ad esempio, se cancelliamo l’autore con identificativo 23, quella chiave viene persa per sempre.
Ritorna all'indice 6 - Chiave esterna Riportiamo il concetto di chiave primaria nel contesto della biblioteca: possiamo immaginare che ogni libro nella tabella dei libri sia riconoscibile univocamente dagli altri grazie al suo “ID”. Sarà molto comodo poter indicare solo questo numeretto per raggiungere sicura- mente un certo testo. Abbiamo anche detto che le tabelle possono essere messe in relazione tra loro. Prendiamo ad esempio la relazione tra libro e autore: Libro scritto da Autore Supponiamo che un libro sia scritto da un autore e che un autore abbia scritto diversi libri. Secondo il discorse della chiave primaria la tabella Autore avrà un codice ID che identifica univocamente ogni autore. Quindi, per associare un libro ad un autore possiamo preve- dere un campo, nella tabella Libro che contenga il codice dell’autore. Questo campo viene detto chiave esterna. Possiamo pensare di effettuare lo stesso ragionamento anche per la relazione edito da con la casa editrice: il campo casa editrice nella tabella Libro è una chiave esterna e corrisponde ad un campo ID (chiave primaria) della tabella case editrici. Figura 5. Tabella con chiavi esterne Vantaggi pratici Discorsi concettuali a parte il lavoro con le relazioni semplifica anche alcuni aspetti più pratici. Ad esempio possiamo essere certi che se inseriamo 100 libri della stessa casa editrice, scrivendo il nome 100 volte commetteremo qualche errore e comunque potremmo non scriverlo in modo identico e coerente ogni volta. Se invece selezioniamo lo stesso nome da un elenco possiamo sbagliare editore me non avere lo stesso nome scritto male o in modo diverso. Questo garantisce miglior coerenza e semplicità di reperimento delle informazioni. Se, ad esempio cercassimo l’editore "Mondadori" il sistema non capirebbe che "Mondadori", "mondadori", "MONDADORI" e "Mondadorri" sono la stessa cosa. Prendiamo anche ad esempio la modifica di un dato come l’indirizzo dell’editore. Ci convinciamo facilmente che è molto più semplice modificarlo una volta sola (mantenendo inalterato l’ID) che riscriverlo su centinaia di record dei libri.
Ritorna all'indice 7 - Il primo avvio di Access In questo capitolo cominciamo ad esplorare più da vicino le funzionalità di Access. Metteremo in pratica tecniche comuni a tutte le versioni del programma anche se, per alcune di esse, i bottoni o parte dell’interfaccia grafica potrebbero risultare leggermente diversi. Facciamo partire il programma e creiamo il nostro primo data base. Se la maschera iniziale di MS Access (fig. 5) non appare automaticamente, possiamo creare il progetto dal menu filenuovo e selezionare database vuoto. Il file creato ha la classica estensione .mdb, propria del database Microsoft. Esiste anche l’estensione .mde che incotreremo verso la fine della guida. La maschera principale che abbiamo quando lanciamo Access ci presenta un menu con una serie di categorie (a sinistra) e l’elenco di alcuni modelli predefiniti (in base alla categoria scelta) sulla parte centrale. Figura 6. Maschera iniziale di Ms Access L’elemento che salta subito all’occhio usando la nuova suite di prodotti di casa Microsoft è sicuramente la veste grafica, totalmente rinnovata rispetto alle versione precedenti. Anche Access non fa eccezione. La nuova GUI è infatti divisa in widget e rende disponibile, fin dal primo avvio, l’intero set di funzionalità. Tra le funzionalità più importanti, che incontreremo ed approfondiremo nel corso della guida, ricordiamo: Query Elementi importantissimi che ci permettono di effettuare interrogazioni, anche combinate, di diverse tabelle Maschere Permettono di creare interfacce grafiche, per la manipolazione e la visualizzazione dei dati. Si possono creare interfacce con finestre, menu, pulsanti, etc. Il tutto in maniera visuale, a favore anche dei meno esperti Report Modelli per la stampa personalizzabili Pagine Sono utilizzate per creare finestre grafiche in formato html Macro Sequenze di istruzioni espresse in linguaggio naturale; in pratica ci aiutano ad automatizzare alcuni processi anche se non siamo programmatori Moduli Pacchetti di codice scritti in linguaggio VBA con i quali si possono personalizzare in modo profondo i comportamenti delle applicazioni
Ritorna all'indice 8 - Creare una tabella Finalmente creiamo la nostra prima tabella: la tabella libri. Dal menu crea nella finestra principale scegliamo Tabella, Access creerà in automatico una tabella che metterà in ultima posizione nell’elenco delle tabelle già presenti. Dalla voce di menù Foglio dati, scegliamo Visualizza Struttra dal menù Visualizza. Il sistema ci chiederà di dare un nome alla tabella, inseriamo Libri. La nuova finestra ci permette, così, di impostare i nomi dei campi e di sceglierne il tipo. Figura 7. Struttura della tabella Ogni riga della struttura rappresenta un campo della tabella. Nella colonna Nome campo inseriamo il nome del campo e nella colonna Tipo dati gli assegnamo un tipo tra quelli disponibili. L’ultima colonna può servire a descrivere l’utilizzo di un certo campo il cui nome non risulti abbastanza autoesplicativo. Iniziamo inserendo il campo id_libro come identificatore. Gli assegnamo il tipo Contantore: questo tipo di dato è perfetto per le chiavi primarie perché rappresenta un campo numerico che si incrementa automaticamente. Il campo id_libro non è ancora una chiave primaria, anche se il suo tipo è contatore. Perché lo diventi clicchiamo col tasto destro del mouse sul quadratino celeste alla sua sinistra e selezioniamo "Chiave primaria" nel menu. Figura 8. Chiave Primaria assegnata Alle chiavi esterne assegneremo invece il semplice tipo numerico: in questo caso non è necessario un contatore, poiché le chiavi esterne possono ripetersi (ad esempio, un autore scrive più libri!). La scelta del tipo testo per il campo titolo e del tipo numerico per il campo anno di pubblicazione non dovrebbero creare incomprensioni. Altri tipi disponibili di nostro interesse sono: memo: è un campo testo di dimensioni illimitate, utile per campi come post dei blog o come i commenti data/ora: per memorizzare una data in diversi formati valuta: utilizzato per campi numerici espressioni di valori monetari Non ci resta che chuidere la finestra. Nella finestra centrale adesso la tabella libri appare in bella mostra e possiamo eliminarla, farne una copia o rinominarla semplicemente cliccandoci su col tasto destro del mouse. Selezionando la tabella possiamo ora riaprirla in modalità struttura col relativo pulsante nel menu o in modalità foglio dati, utile per inserire, modificare, eliminare, cercare record all’interno del nostro database. Proviamo ad inserire dei dati. Puntiamo il cursore sul titolo e scriviamo qualcosa, facciamo lo stesso su gli altri campi inserendo numeri (a caso) nelle chiavi esterne. Il campo id_libro si incrementa automaticamente passando dall’inserimento di un record all’altro. Nota: non è necessario salvare i dati. Access salva automaticamente i dati inseriti o modificati quando si sposta il cursore su un record differente. Per eliminare un record posizioniamo il cursore nel quadratino celeste alla sua sinistra e, cliccando col tasto destro del mouse scegliamo elimina record oppure premiamo il tasto CANC quando il record è selezionato.
Ritorna all'indice 9 - Vincoli sui campi Abbiamo visto che possiamo assegnare ad ogni campo un particolare tipo di dato. Per ogni tipo, nella visualizzazione struttura appaiono una serie di elementi aggiuntivi, in basso, che servono a specificare altre caratteristiche del campo. Figura 9. Dettagli del campo numerico La dimensione del campo ci permette di determinare, ad esempio, il massimo numero rappresentabile per gli interi (intero, intero lungo) o per i decimali (precisione singola o doppia); possiamo inoltre scegliere il formato e quante cifre desideriamo dopo la virgola. Per i campi testo la dimensione assume un altro signigficato. Ad esempio possiamo limitare la dimensione del campo titolo a 30 caratteri. Il formato può essere utile nel caso di un tipo numerico. Tra le altre cose, ci permette di scegliere il formato valuta o la notazione esponenziale. Valido se, indica i valori consentiti per quel campo. Ad esempio assegnamo la stringa ">1800" nel campo valido se dell’anno di pubblicazione e scriviamo "anno errato" nell’opzione messaggio errore. Ora se proviamo a scrivere nel campo anno un numero minore o uguale a 1800 apparirà un messaggio di errore. Valore predefinito, indica un valore che Access inserisce quando non inseriamo. Per il nostro esempio togliamo lo zero dai valori predefiniti dei campi id_autore e id_casa_editrice.
Ritorna all'indice 10 - Gli indici Soffermiamoci sull’opzione indicizzato e riprendiamo un po’ di teoria. Se cerchiamo il numero di telefono di una persona sull’elenco telefonico e il cognome inizia con la lettera "p", non iniziamo la ricerca dalla prima pagina ma cerchiamo direttamente nella seconda metà della lista. L’ordine alafabetico facilita e velocizza la ricerca. In modo analogo, quando rendiamo un campo indicizzato, Access costruisce un indice interno basato su quel campo garantendo maggiore velocità per ogni operazione che lo riguarda. Ricordiamo, però, che gli indici occupano spazio e aumentano la complessità del file quindi è meglio non abusarne. Per le applicazioni Web, a parte gli indici, molte delle caratteristiche addizionali non sono necessarie, ma risultano utili per applicazioni desktop.
Ritorna all'indice 11 - Operazioni sui dati: ORDINAMENTO Possiamo visualizzare i dati in ordine basandoci su un certo campo, senza modificare il modo in cui i dati sono memorizzati nel file .mdb. Ad esempio possiamo elencare i libri mettendo i titoli in ordine alfabetico. Nella visualizzazione tabellare, puntiamo il mouse sulla scritta titolo, clicchiamo col tasto destro del mouse e scegliamo il pulsante ordinamento crescente (o decrescente). Figura 10. Icone per l’ordinamento La stessa cosa si può replicare per ogni altro campo.
Ritorna all'indice 12 - Operazioni sui dati: FILTRI Immaginiamo di avere una tabella con numerosissimi record e di volerne individuare uno in particolare oppure di volerne isolare un sottoinsieme, ad esempio quello dei libri pubblicati tra il 1900 e il 1986. In questo caso utilizziamo un filtro in base a maschera. Dal menu Home, andiamo nella sezione Ordina e filtra, e dal menu a tendina Avanzate scegliamo la voce Filtro in base a maschera. Figura 11. Selezionare un filtro Appare una nuova tabella vuota, serve per inserire nei campi delle chiavi di ricerca. Ad esempio, volendo cercare tutti i libri pubblicati nell’anno 1987 basta scrivere 1987 nel campo anno e cliccare sul pulsante applica filtro. Figura 12. Pulsante "applica filtro" Per rimuovere il filtro basta ciccare una seconda volta sullo stesso pulsante. Dopo aver posizionato il cursore nello spazio dell’anno appare una casella a discesa con l’elenco degli anni presenti nella tabella. Possiamo sfruttare anche questo menu per impostare il filtro, ma non è disponibile per tutti i tipi di campi. Facciamo un esempio di filtro più complesso. Cerchiamo i libri pubblicati tra il 1980 e il 1999. Per farlo facciamo partire il filtro dopo aver scritto >= 1980 and <= 1999. Possiamo combinare i filtri, ad esempio cercando le pubblicazioni di un autore in un certo anno. In questo caso impostiamo l’anno nell’apposito campo e scriviamo il codice dell’autore nel campo id_autore. Possiamo utilizzare anche una porzione di testo per effettuare delle ricerche. Ad esempio una parte del titolo. Se cerchiamo un libro su Visual Basic e non ne sappiamo il titolo esatto, scriviamo *visual* e applicando il filtro otterremo tutti i libri che nel titolo hanno la parolina visual. L’asterisco viene interpretato come "qualunque sequenza di caratteri". Possiamo anche comporre questo tipo di ricerche. Ad esempio scrivendo "*visual*" or "*java*" otterremo i titoli che contengono la parola "visual" e quelli che conterranno "java".
Ritorna all'indice 13 - Creare una query Finora abbiamo lavorato per creare un piccolo database. Perché tutti i dati siano gestiti in modo coerente abbiamo separato le entità in tabelle e creato relazioni tra loro grazie ai codici ID. In questa lezione iniziamo ad esaminare i meccanismi per recuperare i dati, con le relative correlazioni tra le diverse tabelle. Si può dire che interroghiamo il database o, più tecnicamente, che effettuiamo delle query. L’interrogazione non serve solo a visualizzare una tabella. Se esaminiamo una tabella singola, ad esempio quella dei libri, abbiamo alcune informazioni “in chiaro” come il titolo e altre sotto forma di codici, ad esempio l’autore, che rimandano ad altre tabelle. Creare una query significa realizzare l’associazione tra i codici e le informazioni. Vedremo che con una query possiamo ottenere, ad esempio, l’elenco di tutti i libri con i nomi dei relativi autori, invece dei codici. Creiamo una tabella autori. Possiamo inserire tutti i campi che vogliamo, ma è fondamentale, ai fini dell’esempio, inserire almeno i campi id_autore e nome. Una volta creata aggiungiamo qualche record. Figura 13. Esempio di tabella "autori" Per visualizzare il nostro elenco di libri con i relativi nomi degli autori dobbiamo creare la query che utilizzi il legame logico stabilito dalle chiavi esterne. Dalla sezione Altro del menu Crea, scegliamo Struttura Query. All’apparire della finestra "Mostra tabella", selezioniamo la tabella libri e clicchiamo sul pulsante Aggiungi; facciamo altrettanto con la tabella autori. Figura 14. Aggiungere tabelle per la query Se le chiavi primarie ed esterne hanno lo stesso identico nome, viene creata automaticamente una connessione, raffigurata da una freccia che unisce i due campi Figura 15. Correlazione tra le chiavi Se invece abbiamo dato nomi diversi, non importa; basta posizionare il cursore su uno dei due campi (ad esempio, id_autore) e, tenendo premuto il pulsante del mouse, trascinare il cursore sopra l’altro campo. Nota: se creiamo un legame tra id_libro ed il numero civico dell’autore, Access lo prende tranquillamente anche se è evidente che dal punto di vista logico non ha alcun senso! Una volta messe in gioco le tabelle, selezioniamo i campi che ci interessano. Per assegnare i campi alla query è sufficiente andarli a cliccare due volte direttamente nelle tabelle. Li vedremo apparire nella griglia in basso. Figura 16. Un esempio di query definita in modo visuale Una volta stabiliti tutti i campi possiamo lanciare la query cliccando sul pulsante a forma di punto esclamativo rosso ! nella barra degli strumenti in alto. Otterremo il nostro elenco dei libri con i relativi autori. Possiamo chiudere e salvare la query, ricordando che è buona norma dare nomi significativi (che abbiano senso, query1 o query2 non va bene).
Ritorna all'indice 14 - Modificare le query Nella scorsa lezione abbiamo creato una query che ci forniva i dati dei libri e i relativi autori. Supponiamo ora di voler aggiungere anche i dati della casa editrice. Creiamo una tabella per le case editrici ed inseriamo alcuni record, per il nostro esempio sarà sufficiente che la tabella abbia i campi id_casa_editrice e nome. Riprendiamo la query creata nella lezione precedente in modalità struttura, per aggiungere la tabella appena creata, clicchiamo col pulsante destro del mouse in uno spazio vuoto della finestra grigia. Nel menu che appare, clicchiamo su Mostra tabella. Figura 17. Aggiungere tabelle alle query Dall’elenco che appare selezioniamo la tabella case_editrici e aggiungiamola. Access dovrebbe effettuare automaticamente il collegamento con la tabella libri, in caso contrario creaimo il collegamento manualmente. A questo punto possiamo aggiungere il campo nome della casa editrice nella tabella in basso e salvare. Una volta eseguita la query e visualizzato il risultato, possiamo applicare i filtri con le stesse modalità utilizzate per le tabelle. Ad esempio possiamo cercare i libri di un singolo autore o pubblicati in un certo anno. Possiamo utilizzare anche i criteri di ordinamento in modo analogo a quanto visto per le tabelle. Ad esempio possiamo ordinare i risultati pertitolo. Per eliminare una tabella da una query, apriamo la query in struttura, clicchiamo con il tasto destro del mouse sulla tabella da cancellare e selezioniamo rimuovi tabella. Modificare i collegamenti tra tabelle Supponiamo di avere, nella tabella degli autori, un record al quale non corrisponde alcun libro. In pratica inseriamo un autore con i suoi dati anagrafici ma nella tabella libri non includiamo nessuna delle sue opere. Se creiamo una query che elenca tutti gli autori della biblioteca, con i relativi libri, noteremo che all’elenco manca proprio l’autore senza libri. Quando effettuiamo un collegamento, prendiamo tutti i dati delle tabelle che rispettino le condizioni stabilite dalla query. Nel nostro caso prendiamo tutti gli autori e tutti i libri che hanno un certo autore. Se manca una delle condizioni (es. libri che hanno autore) la combinazione non viene effettuata. Quindi se un autore non ha scritto libri, non appare nella nostra query. Rimane il problema di come elencare tutti i nomi degli autori ed i relativi testi elencando anche gli autori che non hanno scritto nulla. Per risolvere la questione apriamo la query in modalità struttura; posizioniamo il cursore sulla linea che rappresenta il collegamento che unisce le tabelle libri ed autori e cliccando col pulsante destro scegliamo proprietà join dal menu contestuale. La finestra che appare, non solo risolve il problema ma ci aiuta a personalizzare il nostro collegamento Figura 18. Proprietà join Le opzioni sono piuttosto intuitive e basta leggere bene per non sbagliare: la prima corrisponde ad una query standard e visualizza tutti i campi della tabella libri e della tabella autori con i loro collegamenti, ma solo se tali collegamenti esistono; se un autore non ha libri (o se un libro non ha autore) le informazioni non appaiono nel risultato nella seconda (quella che fa al caso nostro) i record degli autori sono visualizzati tutti, anche se non ci sono libri corrispondenti La terza è simmetrica alla seconda È utile sperimentare il comportamento di queste opzioni, effettuando qualche prova.
Ritorna all'indice 15 - Cenni sul linguaggio SQL Abbiamo visto come effettuare intorrogazioni incrociate tra tabelle grazie alle query. Lo strumento Query di Access è molto potente che consente, anche al programmatore non esperto, di operare sulla base di dati con grande potenza e versatilità. Una potenza ancor più grande si può ottenere con la conoscenza del linguaggio più utilizzato nel mondo dei data base: il linguaggio SQL. SQL è universalmente utilizzato per interrogare e gestire basi di dati. Permette di creare, modificare, eliminare tabelle ed attributi, o anche interi database. La creazione delle query tramite la modalità struttura non è nient’altro che un metodo visuale per semplificare la scrittura di una query SQL. Per rendercene conto possiamo aprire in modalità struttura la query creata nelle lezioni precedenti e dal menù in alto scegliere visualizza, quindi visualizza SQL. La strana frase che appare nella nuova finestra è proprio quella stessa query scritta in SQL. È importante conoscere SQL per diversi motivi: a volte capita che le query visuali risultino inefficienti per la soluzione di un certo problema. In quei casi la conoscenza di questo linguaggio può offrire soluzioni più performanti. In secondo luogo non è detto cha dal semplice progetto di un archivio elettronico non si passi alla creazione di pagine Web dinamiche che accedono al database. In situazioni del genere la conoscenza di SQL è un passo obbligato. Pertanto è utile introdurre alcuni concetti basilari di questo linguaggio. Torniamo alla finestra di visualizzazione SQL con e scriviamo qualcosa anche noi. Cancelliamo tutto quello che vediamo e sostituiamolo con l’espressione: SELECT * FROM libri Per vedere che effetto ha questa query, clicchiamo sul punto esclamativo. Vediamo apparire tutti i record della tabella libri. Abbiamo domandato infatti, tramite SQL, di selezionare (select) tutti i campi (*) della tabella (from) libri. Anche se non tutto è sempre così semplice, possiamo dire che la sintassi di questo linguaggio è parecchio intuitiva. Facciamo un secondo esperimento con quest’altra espressione (è indifferente scrivere maiuscolo o minuscolo): SELECT titolo, nome FROM libri, autori WHERE libri.id_autore = autori.id_autore Abbiamo chiesto al data base di visualizzare i nomi degli autori ed i titoli dei loro libri dicendo in maniera esplicita che i campi si trovano nelle tabelle Libri ed Autore e che per collegare (where) i record nel modo giusto, il valore id_autore della tabella Libri deve essere identico al valore id_autore della tabella Autori. Per il momento ci ferimamo qui. Ora però sappiamo che le nostre query non sono altro che espressioni SQL espresse in modalità grafica.
Ritorna all'indice 16 - Creare una maschera In questo capitolo esploreremo le tecniche necessarie a costruire un’interfaccia grafica per inserire, leggere, modificare e recuperare dati dalle tabelle del nostro database. Possiamo creare semplici ma potenti applicazioni, dotate di pulsanti, caselle a discesa, opzioni e altre caratteristiche che rendono accessibile a tutti l’utilizzo dei dati. Cominciamo subito selezionando la voce Creazione guidata Maschera dal menu a tendina Altre maschere che compare andando nel menu Crea. Figura 19. Creazione guidata di una maschera Nella casella a discesa della prima finestra che appare scegliamo la tabella Autori e decidiamo di inserire nella maschera tutti i campi uno alla volta, col tasto di parentesi angolare singola, o tutti assieme con l’altro tasto. Figura 20. Aggiungere i campi alla maschera Le finestre successive servono solo per lo stile e qui, come sempre, possiamo sbizzarrirci con i nostri esperimenti. Arrivati in fondo alla procedura, assegnamo un nome alla maschera e salviamo. La maschera appena costruita è piuttosto semplice ma ha già un’interfaccia che potremmo definire piuttosto intuitiva Figura 21. La maschera "Autori" completa In basso troviamo una barra che ci permette di scorrere i record, oppure di posizionarci direttamente sul primo e sull’ultimo elemento. Per modificare i dati basta mettere il cursore nel campo che ci interessa e scrivere a nostro piacimento. I dati saranno salvati immedia- tamente, questo perché la maschera è una versione grafica della tabella. Il pulsante più a destra con l’asterisco serve per l’inserimento di un nuovo record. Proviamo ad inserire un nuovo autore, a chiudere la maschera ed ad aprire la tabella Autori, i dati inseriti e le modifiche effettuate si riflettono immediatamente sulla tabella. Questo perché, è utile ricordarlo, il contenitore dei dati è la tabella e la maschera è solo un modo diverso di rappresentarla.
Ritorna all'indice 17 - Personalizzare le maschere Con lo stesso processo visto nelle lezioni precedenti creiamo anche la maschera per la tabella Libri e dopo averle dato un nome e chiusa, la riapriamo in modalità struttura. Cliccando su un punto vuoto della maschera col tasto destro appare un menu contestuale importantissimo che serve a garantire una personaliz- zazione al 100%; scegliamo proprietà. Figura 22. Menu contestuale della maschera Qui abbiamo tutti gli strumenti necessari per modificare l’aspetto della maschera e le possibilità sono davvero molte. Ad esempio possiamo scegliere formato e modificare l’aspetto o il colore di sfondo, oppure scegliere se una data sezione della maschera (ad esempio il piè di pagina) deve essere visibile ma non stampabile o viceversa. Sempre con la finestra delle proprietà aperta, clicchiamo sull’etichetta del campo id_libro; adesso le proprietà si riferiscono solo a quel campo e sono diverse dalle precedenti. Nalla sezione formato e nella proprietà Etichetta scriviamo ad esempio "codice libro" e, già che ci siamo, modifichiamo anche il colore di sfondo. Figura 23. Proprietà dell’etichetta Ora clicchiamo sul quadratino in alto a sinistra; le proprietà che troviamo sono quelle riferite all’intera maschera e permettono addirittura di modificare la fonte dati, ossia la tabella o la query di provenienza Figura 24. Proprietà generali della maschera Naturalmente per raggiungere un buon livello di confidenza con questi strumenti e comprenderne appieno le potenzialità, è utile soffermarsi a sperimentare un po’ tutte le opzioni.
Ritorna all'indice 18 - Aggiunta di componenti alle maschere In questa lezione vediamo com aggiungere alle maschere gli elementi necessari a dare loro un aspetto più professionale. Cominciamo con la maschera Libri, la modifichiamo in modalità struttura. Anzitutto andiamo nella sezione Controlli del menu Struttura. Gli strumenti presenti ci permettono di inserire molti oggetti professionali e perfettamente funzionanti senza scrivere una riga di codice. Figura 25. Casella degli strumenti della maschera Posizionando il mouse sopra le icone, appare un fumetto che ci dice di che tipo di strumento si tratta. Le due icone separate (freccia e bacchetta magica) definiscono il modo che utilizziamo per definire un componente. Se selezioniamo la bacchetta magica utiizziamo le composizioni guidate, in caso contrario imposteremo tutti i parametri del componente a mano. Vediamo come inserire un pulsante di chiusura della maschera. Con la bacchetta selezionata clicchiamo sullo strumento pulsante di comando e disegniamo un rettangolino puntando il mouse in un punto della maschera, cliccando e trascinando il vertice opposto. Una volta definita l’area del pulsante, visto che abbiamo selezionato la bacchetta magica, appare la finestra della creazione guidata. Figura 26. Creazione guidata di un pulsante Nella finestrina a sinistra ci sono le categorie di operazioni che possiamo utilizzare con l’autocomposizione mentre in quella di destra ci sono le operazioni ammesse per ciascuna categoria. Dovendo creare un pulsante per la chiusura di una maschera scegliamo operazioni su maschere come categoria e chiudi maschera come operazione. Nella finestra successiva scegliamo se associare un’immagine od una scritta al pulsante ed in quella successiva ancora diamo un nome al nostro oggetto. A questo proposito, è sempre utile non lasciare agli oggetti i nomi di default, può essere utile poter riconoscere un oggetto dal proprio nome, specie quando il numero di elementi comincia a crescere. Possiamo finalmente chiudere, salvare e provare. Una volta lanciata la maschera, ci accorgiamo che la crocetta in alto a destra non ci serve più e che vogliamo toglierla. Riapriamo allora la maschera in struttura, richiamiamo la finestra delle proprietà relativa a tutta la maschera (quadratino in alto a sinistra selezionato) e alla voce pulsante chiusura della sezione formato impostiamo no. Vediamo infine come modificare il selettore dei record per renderlo più intuitivo. Inseriamo al suo posto nuovi pulsanti. Dalla casella degli strumenti scegliamo il pulsante di comando (sempre con la bacchetta magica selezionata), spostamento tra record come categoria e record successivo come azione. Inseriamo allo stesso modo gli altri pulsanti di spostamento ed eliminiamo la barra dei record in basso. Per eliminare la barra per lo spostamento dei record, nella finestra delle proprietà della maschera, sezione formato, individuiamo la voce pulsanti spostamento e la impostiamo a no. Possiamo rendere la maschera più gradevole ed inserire un titolo (un’etichetta) ed un’immagine. Per l’etichetta selezioniamo il controllo relativo e dopo aver disegnato un rettangolo scriviamo il testo direttamente; per modificarlo in seguito sarà sufficiente aprire la finestra della proprietà relativa all’etichetta e riscrivere il contenuto della voce etichetta. Per inserire un’immagine togliamo la selezione dalla bacchetta magica e scegliamo immagine dagli oggetti; il resto è intuitivo.
Ritorna all'indice 19 - Aggiungere una casella combinata
Uno dei problemi più importanti da risolvere è quello che ci si presenta in fase di inserimento, quando abbiamo una relazione tra due tabelle e dobbiamo inserire il codice dell’elemento correlato. Ad esempio quando vogliamo definire l’autore di un certo libro, vorremmo poter indicare il nome dell’autore e non il suo codice ID. Per assegnare in modo corretto i codici nelle relazioni possiamo utilizzare quella che viene chiamata casella combinata, che mostra in un menu a discesa tutti i nomi degli autori e prende automaticamente il numero ID dell’autore selezionato. Apriamo allora la maschera Libri in struttura, richiamiamo la Casella degli strumenti e tra gli oggetti scegliamo casella combinata (con la bacchetta magica selezionata). Disegnamo un rettangolo alla destra del campo id_autore, appare la finestra che ci permette di impostare in che modo la nostra casella dovrà prelevare i dati. Figura 27. Selezionare la fonte dei dati Scegliamo la prima opzione, a noi serve prendere i valori da una tabella. Nella seconda finestra scegliamo la tabella che chiaramente in questo caso sarà la tabella Autori. Nel terzo step della creazione guidata dobbiamo indicare ciò che vogliamo far apparire nella lista a discesa; chiaramente non scegliamo il campo id_autore, che non semplifica la vita a nessuno, ma inseriamo nome e cognome. Figura 28. Scegliere i campi da mostrare nel menu a discesa Al passo successivo impostiamo la larghezza delle colonne. Ma più importante è il sesto passo della procedura. A ciascuna voce del menu a discesa è associato il valore della relativa chiave. È molto importante perché sarà questo il valore che siamo chiamati a gestire a questo punto. Figura 29. Impostare la destinazione del valore scelto Access ci chiede se ed eventualmente dove, memorizzare il valore selezionato; nel nostro caso scegliamo di memorizzarlo nel campo id_autore (siamo nella tabella Libri). Il sistema salverà direttamente nel campo id_autore della tabella Libri, la chiave primaria dell’autore, che selezioniamo scegliendone il nome dal menu a discesa. Chiudiamo, salviamo e riapriamo la finestra in modalità normale. Adesso quando inseriamo un nuovo libro, basta scegliere il nome dalla casella a discesa e Access farà il lavoro per noi. Un oggetto molto simile è la casella di riepilogo che ha la stessa funzione di quella combinata ma ha un formato visivo differente
Ritorna all'indice 20 - Creare un report
In questa lezione ci dedicheremo alla stampa dei dati tramite lo strumento dei report. Access ci permette di progettare stampe organizzando i dati in modo personalizzato. Questa caratteristica risulta molto interessante specie per chi progetta piccoli sistemi gestionali da far girare come applicazioni a sé stanti, ma per chi utilizza Access come semplice base di dati può essere una feature secondaria. Creiamo quindi un report utilizzando la creazione guidata. La prima finestra è uguale a quella che ci appare quando creiamo una maschera con la modalità guidata. Possiamo creare un report partendo da una qualsiasi tabella o query; questa volta lo creeremo basandoci sulla query costruita nelle lezioni precedenti vale a dire, quella che lega i libri ai rispettivi autori. L’obiettivo è quello di creare una stampa di tutti gli autori presenti nell’archivio e per ciascuno di loro elencarne tutti il libri. Quando ci viene chiesta la fonte dati del report, scegliamo la nostra query. Figura 30. Scegliere i campi da stampare La maschera successiva ci chiede se vogliamo aggiungere dei livelli di gruppo; dovessimo stampare semplicemente il contenuto di una tabella non sarebbe il caso ma, poiché voglio raggruppare per ogni autore tutti i suoi libri, direi che questa possibilità fa al caso nostro. Come livello di gruppo scegliamo la chiave primaria dell’autore. Figura 31. Creare raggruppamenti Dopo il raggruppamento ci viene chiesto nella successiva maschera se desideriamo anche un ordinamento. Un ordinamento per cognome e nome degli autori è l’ideale. Figura 32. Scegliere i criteri di ordinamento Le finestre successive servono esclusivamente per lo stile e l’impaginazione. Infine diamo un nome al report, chiudiamo e riapriamo per vedere il risultato.
Ritorna all'indice 21 - Personalizzazione del report
Nella lezione precedente abbiamo visto come creare un report per il nostro database, ma al contrario delle maschere che, a parte eventuali aggiunte, sono già molto valide subito dopo la loro creazione, nel report possiamo trovare alcune imperfezioni. I valori dei campi a volte non sono allineati come li desideriamo e i nomi delle intestazioni sono quelli assegnati alle colonne della tabella. Ad esempio è meglio chiamare una colonna “codice autore” pittosto che “id_autore”. Ma i problemi maggiori li troviamo con l’ordinamento: i record sono raggruppati per id_autore e pertanto l’ordinamento basato sul cognome risulta del tutto ignorato. Ad esempio se l’autore Kafka ha chiave primaria 1 e l’autore Bisio ha la chiave 2, Kafka viene comunque stampato per primo. Una soluzione possibile ed elegante è una modifica della query utilizzando il linguaggio SQL. L’idea è quella di creare una query che abbia come chiave primaria la terna cognome-nome-id_autore. Un report raggruppato su tale campo risolverebbe entrambi i problemi in un colpo solo; difatti il raggruppamento sarebbe per il singolo autore a prescindere dai casi di omonimia (nella terna c’è la chiave primaria) e l’ordinamento si baserebbe sul cognome e sul nome (i primi 2 elementi della terna). Per modificare la query è sufficiente aprirla in struttura ed entrare nella visualizzazione SQL. Qui sostituiamo l’espressione presente con una nuova che tenga conto del nostro raggruppamento: SELECT Autori.cognome & Autori.nome & Autori.id_autore AS gruppo, Libri.titolo, Autori.nome FROM Libri, autori WHERE libri.id_autore = autori.id_autore Abbiamo costruito la terna che cercavamo inserendovi i 3 campi, uniti con la e commerciale (&) a chiamando la terna gruppo. A questo punto conviene creare un nuovo report. Qui non abbiamo bisogno di impostare l’ordinamento perché è già incluso nel raggruppamento della query. Le altre imperfezioni sono decisamente più facili da eliminare aprendo il report in struttura. Figura 33. Report in modalità struttura Prima di tutto cambiamo il titolo della stampa; q_autori_libri non è granché come titolo. Utilizziamo il tasto destro per accedere alle proprietà ed alla voce Etichetta digitiamo il nome desiderato. Nello stesso modo potremmo scrivere “anno” invece di “anno di pubblicazione” nella relativa etichetta così la scritta sta dentro i margini. Posizionandoci sui rettangoli che delimitano i campi si possono inoltre modificare le dimensioni; ad esempio possiamo stringere il campo dell’ anno ed allargare quello del titolo. Un suggerimento è quello di rendere invisibile il campo gruppo, che non vogliamo visualizzare, pur essendo utile all’ordinamento. L’opzione utile allo scopo è visibile impostato su No. Ora che il campo non si vedrà più nelle stampe (anche se, giustamente, si vede ancora in struttura) possiamo ulteriormente allargare i campi dei nomi e del titolo. A questo punto impostare colori, grandezza e tipo dei caratteri sarà molto intuitivo. Per concludere è possibile modificare la maschera degli autori inserendo un pulsante di comando che faccia apparire il report in anteprima o che lo invii direttamente alla stampante.
Ritorna all'indice 22 - Creare una macro
Un macro è una sequenza di istruzioni richiamabile attraverso un pulsante o una combinazione di tasti. Per vederle all’opera creiamo una maschera con un menu e un pulsante che esegue automaticamente una serie di operazioni. Creare una macro è molto semplice: dal menu Crea di Access scegliamo Macro. Appare una maschera molto simile a quella per la creazione di tabelle. Figura 34. Maschera di creazione delle macro Dalla casella a discesa della colonna “Azione” possiamo scegliere il comando da eseguire, l’elenco contempla praticamente tutti le operazioni disponibili su Access. Per esempio creaiamo un pulsante di comando che esegua un certo numero di azioni. Le azioni saranno eseguite in ordine dalla prima riga all’ ultima. Supponiamo di aver già creato la maschera utilizzando la modalità struttura: Figura 35. Maschera col menu Possiamo anche modificare colori o tipi di carattere oppure inserire un’immagine significativa. Una volta finita la salviamo e le diamo il nome maschera_menu per esempio. Ora creiamo una macro che apra una delle maschere generate in precedenza e allo stesso tempo chiuda il menu. Torniamo alla maschera di creazione della macro e aggiungiamo l’azione chiudi. Nella finestrina al di sotto delle azioni impostiamo che tipo di oggetto si vuole chiudere (nel nostro caso una maschera) ed il nome maschera_menu. Figura 36. Impostazioni dell’azione "chiudi" Come seconda azione scegliamo ApriMaschera e inseriamo il nome, ad esempio libri, nel pannello in basso. Figura 37. Impostazioni dell’azione "ApriMaschera" Salviamo e diamo un nome alla macro. A questo punto non resta che aggiungere alla maschera del menu un pulsante che lanci la macro. Dalla struttura della maschera inseriamo un pulsante (con la bacchetta magica attiva). Tra le categorie scegliamo varie e tra le azioni disponibili esegui macro. Figura 38. Creare il bottone che richiama la macro Nella finestra successiva inseriamo il nome della macro da lanciare. Se poi vogliamo che la maschera di menu appaia automaticamente quando carichiamo il database andiamo su strumenti poi su avvio. Nella finestra che appare impostiamo la maschera da aprire all’avvio. Figura 39. Impostare la maschera da caricare all’avvio
Ritorna all'indice 2.01 - Allegare file ed elementi grafici ai record nel database (2007-2016)
La caratteristica Allegato disponibile in Microsoft Office Access 2007 consente di aggiungere uno o più elementi di dati, ovvero Microsoft Office Word 2007 documenti, presentazioni Microsoft Office PowerPoint 2007, immagini e così via, ai record nel database. Questo articolo fornisce informazioni e procedure necessarie per configurare un database per utilizzare gli allegati e per allegare e gestire i dati.
Ritorna all'indice 2.02 - Introduzione agli allegati
È possibile utilizzare gli allegati per archiviare più file in un singolo campo e memorizzare più tipi di file anche in questo campo. Si supponga ad esempio, che si è proprietari di un database di contatti. È ora possibile associare il curriculum uno o più record per ogni contatto, oltre a una foto di ogni contatto. Gli allegati consentono pertanto di memorizzare i dati in modo più efficiente. Nelle versioni precedenti di Access viene utilizzata una tecnologia denominata Collegamento e incorporamento di oggetti (OLE) tramite la quale è possibile memorizzare immagini e documenti. Per impostazione predefinita, la tecnologia OLE crea un equivalente in formato bitmap dell'immagine o del documento. Le dimensioni di tali file bitmap diventano considerevoli, ovvero fino a 10 volte la dimensione del file originale. Se si visualizza un documento o un'immagine disponibile nel database, la tecnologia OLE visualizza il file bitmap e non il file originale. Tramite l'utilizzo di allegati è possibile aprire documenti e file non di immagine utilizzando i relativi programmi principali e per tale motivo in Access sarà possibile eseguire ricerche in tali file e modificarli. La tecnologia OLE richiede inoltre programmi denominati server OLE. Ad esempio, se in un database di Access vengono memorizzati file di immagine in formato JPEG, ogni computer che esegue tale database richiederà un altro programma registrato come server OLE per le immagini JPEG. In Office Access 2007 i file allegati vengono invece memorizzati nei corrispondenti formati nativi senza immagini di supporto. Non sarà pertanto necessario installare software aggiuntivo per visualizzare le immagini dal database. Gli allegati e le regole di progettazione del database Per impostazione predefinita, ogni campo in un database relazionale contiene solo una parte dei dati. Ad esempio, se un campo di indirizzi contenuti più indirizzi, la ricerca indirizzi è difficili se non impossibile. Pertanto, gli allegati sembrano interrompere le regole di progettazione di database in quanto è possibile allegare più di un file, ovvero una parte dei dati, ovvero a un campo. Tuttavia, non è vero progettazione quanto non appena si allegare file a un record, Office Access 2007 crea uno o più tabelle di sistema e utilizza tali tabelle in background per normalizzare i dati. È possibile visualizzare o utilizzare le tabelle. Per informazioni su come visualizzare altre tabelle di sistema, vedere l'articolo Guida al riquadro di spostamento. Per informazioni sulla struttura del database, vedere l'articolo Nozioni fondamentali sulla progettazione di Database. Modalità di utilizzo dei file allegati Durante l'utilizzo di file allegati attenersi alle linee guida seguenti: - È possibile allegare file solo ai database creati in Office Access 2007 e che utilizzano il nuovo formato di file con estensione accdb. Non è possibile condividere allegati tra un database Office Access 2007 (con estensione accdb) e un database nel formato di file precedente (con estensione mdb). - È necessario creare un campo in una tabella e impostare il campo per il tipo di dati allegati. Dopo aver creato il tipo di dati agli allegati, è possibile modificarlo. - È possibile memorizzare più file in un unico record, ad esempio immagini e file creati con programmi di elaborazione di testi e per fogli di calcolo. - È possibile allegare massimo due gigabyte di dati (le dimensioni massime di un database Access). Le dimensioni dei singoli file non possono essere superiori a 256 megabyte. - È possibile utilizzare la finestra di dialogo Allegati per aggiungere, modificare e gestire gli allegati. Questa finestra di dialogo può essere aperta direttamente dal campo degli allegati in una tabella facendo doppio clic sul campo. Se si desidera gestire gli allegati da una maschera oppure visualizzare gli allegati da un report, aggiungere il controllo dell'allegato alla maschera o al report e quindi associare il controllo al campo degli allegati della tabella sottostante. - Per impostazione predefinita, durante il controllo degli allegati viene eseguito il rendering delle immagini e viene visualizzata l'icona del programma corrispondente per gli altri tipi di file. Se ad esempio a un record sono allegati una foto, un curriculum e un disegno di Microsoft Office Visio 2007, quando si scorrono gli allegati viene eseguito il rendering dell'immagine, mentre per il documento e il disegno vengono visualizzate le icone di programma. - Quando si apre la finestra di dialogo allegati da una tabella o una maschera, è possibile aggiungere, rimuovere, modificare e salvare i file allegati. Quando si apre la finestra di dialogo allegati da un report, è possibile salvare i file allegati solo in un'altra posizione. - In Access i file allegati verranno compressi a meno che non vengano compressi a livello nativo, come nel caso dei file JPEG, che vengono compressi dal programma grafico con cui vengono creati. - Se il programma utilizzato per creare il file allegato è installato nel computer in uso, è possibile utilizzare tale programma per aprire e modificare i file allegati. - È possibile salvare i file allegati in posizioni specifiche sull'unità disco rigido oppure in rete e quindi modificarli e accertarsi di avere apportato le modifiche desiderate prima di salvarle nuovamente nel database. - È possibile modificare gli allegati a livello di programmazione. I passaggi descritti nelle sezioni seguenti illustrano come aggiungere e gestire gli allegati.
Ritorna all'indice 2.03 - Aggiungere un campo degli allegati a una tabella
https://support.office.com/it-it/article/Allegare-file-ed-elementi-grafici-ai-record-nel-database-d40a09ad-a753-4a14-9161-7f15baad6dbd#bm1
Ritorna all'indice 9.01 - Differenze tra i formati di file ACCDB e MDB
Microsoft Office Access 2007 crea file in un nuovo formato che non può essere aperto con le versioni precedenti di Access. Questo articolo descrive le nuove caratteristiche del formato di file di Office Access 2007, esamina alcuni problemi che si verificano quando si esegue la conversione in formati di file di versioni precedenti e riepiloga le modifiche apportate ad alcuni tipi di file correlati rispetto alle versioni precedenti. Nuove caratteristiche del formato di file di Access 2007
In Office Access 2007 il motore di database Microsoft Jet è stato personalizzato per i programmi di Microsoft Office System 2007. Questa versione di Jet per Office, denominata motore di database di Access, offre diversi miglioramenti, tra cui l'integrazione con Windows SharePoint Services 3.0 e Microsoft Office Outlook 2007 e la creazione di campi di ricerca multivalore. Campi di ricerca multivalore La maggior parte dei programmi di database, comprese le versioni precedenti di Access, consente solo di archiviare un singolo valore in ogni campo. In Office Access 2007 è invece possibile creare un campo di ricerca che consente di archiviare più valori in ogni campo. Viene praticamente creata una relazione molti-a-molti all'interno del campo e i dettagli di implementazione vengono nascosti usando le tabelle di sistema. Si supponga, ad esempio, di avere una tabella delle attività con un campo di ricerca usato per assegnare le attività ai dipendenti e di dover assegnare un'attività a più dipendenti. Nelle versioni precedenti di Access è necessario impostare una nuova tabella di riferimenti incrociati in cui archiviare ogni combinazione di attività e dipendente e quindi apportare modifiche ai moduli e ai report in modo che usino la nuova struttura di dati. In Office Access 2007, il campo di ricerca multivalore semplifica notevolmente l'operazione. Le voci non sono più raggruppate in un solo elenco a discesa, ma ogni voce dell'elenco ha una casella di controllo che consente di selezionare il numero di voci desiderato. Le selezioni multiple sono visualizzate nel campo, separate da virgole. Tipo di dati Allegato Il nuovo tipo di dati Allegato consente di archiviare facilmente tutti i tipi di documenti e file binari inclusi nel database senza che ciò comporti un aumento eccessivo delle dimensioni del database. Gli allegati vengono compressi automaticamente per ottimizzare l'utilizzo dello spazio. Ad esempio, è possibile allegare un documento di Microsoft Office Word 2007 a un record oppure salvare una serie di immagini digitali. È anche possibile allegare più elementi a un unico record. Integrazione con Windows SharePoint Services 3.0 e Office Outlook 2007 I file delle versioni precedenti di Access sono bloccati in Windows SharePoint Services e Outlook perché potrebbe essere immesso codice non sicuro in un database di Access. Office Access 2007 implementa un nuovo formato che consente la verifica del codice e l'eventuale disabilitazione se considerato non sicuro. Ciò rende possibile l'integrazione completa dei database di Access con Windows SharePoint Services e Office Outlook 2007 e semplifica l'analisi dei file di database di Access da parte dei programmi antivirus. Dati offline È possibile portare offline gli elenchi di SharePoint con un clic usando Office Access 2007. È possibile elaborare i dati in Access e quindi sincronizzare le modifiche oppure riconnettersi al sito di SharePoint in un secondo momento. Registrazione della cronologia per i campi Memo I campi Memo sono utili per archiviare grandi quantità di informazioni. In Office Access 2007 è possibile impostare una proprietà (SoloAccodamenti) che forza Access a mantenere la cronologia di tutte le modifiche apportate a un campo Memo. È quindi possibile visualizzare la cronologia di tali modifiche. Questa caratteristica supporta anche il controllo delle versioni in Windows SharePoint Services 3.0, quindi Access può essere usato per rilevare le modifiche in un campo Più righe di testo archiviate in un elenco di SharePoint, se l'opzione Aggiungi modifiche al testo esistente è impostata su .
Ritorna all'indice 9.99 - Libri
Microsoft Access 2010 - All In One - For Dummies Microsoft Access 2010 - Bible Microsoft Access 2010 - Programmers reference Microsoft Access 2010 - VBA Programming INSIDE OUT